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il mondo degli agricoltori e dei pastori

11.10.2007

Voto: 1.5

Categorie: Geografia
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Materie: Appunti
Data: 11.10.2007
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IL MONDO DELGI AGRICOLTORI E DEI PASTORI

1. Perché la scoperta dell’agricoltura rappresentò un fatto importante nella storia dell’uomo ?

La scoperta dell’agricoltura rappresentò un fatto importante nella storia dell’uomo perché:

- gli permise di poter produrre il cibo necessario invece di cacciare e raccogliere ciò che trovava

- con questa scoperta riuscì ad adeguarsi ai cambiamenti del Neolitico, infatti quando il clima migliorò, i ghiacciai si ritirarono, le foreste si estesero e aumentarono le pianure fertili e favorevoli alla coltivazione.

2. Come realmente iniziò l’agricoltura?

L’agricoltura in realtà non è una scoperta ma è stata una scelta di vita infatti gli studiosi affermano che è comparsa in diverse parti del mondo nello stesso periodo in modo autonomo.

Le tracce più antiche dell’agricoltura sono state trovate in Cina.

3. Quali sono i fattori che determinarono uno spazio agrario?

I fattori che determinano uno spazio agrario possono essere:

- fisici (visibili):

• condizioni climatiche e meteorologiche

• condizioni idrogeologiche e podologiche (tipo di suolo)

- biologici:

• delle singole specie vegetali e il loro adattamento

- antropici (invisibili):

• densità demografica

• tradizioni storico culturali

• scelte di politica economica

• tipo di conduzione agricola

• usa delle tecnologie.

Il condizionamento climatico- ambientale non sempre impedisce l’agricoltura come per esempio nella foresta amazzonica dove lo spazio agrario ha fattori:

- fisici: clima equatoriale umido e suolo poco fertile

- biologici: coltivazione di patate dolci e manioca

- antropici: scarsa densità demografica e agricoltura itinerante con la tecnica del taglia e brucia.

4. Parla della tecnologia al servizio dell’agricoltura

L’agricoltura primitiva si basa su:

- aratura, muove il terreno facilitando:

• il passaggio dell’acqua e dell’ossigeno

• la penetrazione delle radici nel suolo

- riposo periodico del terreno si basa sulla rotazione cioè alternare diverse colture nello stesso campo, per evitare l’esaurimento delle sostanze nutritive del suolo, la rotazione può essere:

• biennale: metà campo è coltivato mentre metà rimane a riposo (maggese)

• triennale: campo diviso in tre parti

1. coltura invernale (frumento)

2. cultura primaverile (orzo)

3. a riposo ma pian piano il periodo di riposo fu eliminato coltivando piante leguminose

- irrigazione che con diverse tecniche assicura l’acqua necessaria alle piantagioni

- concimazione serve per aumentare il rendimento del terreno e può avvenire:

• mettendo nel campo escrementi di animali

• usando fertilizzanti chimici

- togliere:

• le erbe infestanti con il lavoro manuale e l’uso dei diserbanti

• i parassiti e le muffe con antiparassitari e anticrittogamici



5. Parla dell’agricoltura itinerante

L’agricoltura itinerante o nomade:

- è caratterizzata dalla tecnica del “taglia e brucia”

- viene praticata oggi in alcune protoculture delle foresta equatoriale nell’Amazzonia, in Africa e nell’arcipelago dell’Indoesia

- prevede:

• scelta dell’area più adatta

• distruzione delle foresta con il fuoco

• taglio della legna e pulizia del terreno

• costruzione del villaggio

• preparazione del campo, aratura

• semina

• concimazione sparendo le ceneri

• raccolta

• esaurimento delle fertilità del campo

• abbandono del villaggio e dei campi

• migrazione in cerca di una nuova area

L’agricoltura itinerante ha determinato la migrazione dei popoli e la diffusione dell’agricoltura in tutto il mondo.

In Europa questo tipo di agricoltura arrivò dall’Asia occidentale:

- in Europa centro settentrionale via terra

- in Europa meridionale via mare.

Il passaggio dall’agricoltura itinerante all’agricoltura sedentaria si verificò spontaneamente, si pensa che in occidente sia iniziata nel bacino del Danubio e poi nell’area della mezzaluna fertile.

Nella mezzaluna fertile si verificò il passaggio dall’agricoltura di sussistenza a quella di mercato infatti si passò dal produrre per la sopravvivenza della famiglia a produrre per poter vendere e scambiare cosi si formarono le prime grandi città.

6. L’ecosistema dello spazio agrario

Lo spazio agrario è formato da:

- un ecosistema naturale o spazio naturale, è costituito da colline, foreste, pianure, fiumi, ecc.

- un ecosistema organizzato o spazio organizzato dall’uomo:

• posizione, distribuzione e dimensione dei centri abitati

• terre coltivate, lasciate al pascolo e incolte

• alternanza delle colture e loro varietà

• rete viaria (strade, sentieri ecc.)

• canali d’irrigazione.

I due spazi naturale e organizzato dipendono uno dall’altro ad esempio su una collina le case sono allineate sul crinale, in una pianura sono a scacchiera.

7. L’ecosistema del campo coltivato

Un campo coltivato:

- costituisce un ecosistema creato dall’uomo

- produce alimenti direttamente e indirettamente (es. il foraggio serve per nutrire gli animali che danno la carne

Nell’agricoltura di:

- sussistenza l’energia necessaria è fornita dal sole, dall’acqua, dai sali minerali dal suolo e dal lavoro umano o animale

- tipo industriale interviene anche l’energia prodotta da fonti non rinnovabili per poter far funzionare i macchinari e per produrre fertilizzanti chimici, diserbanti e antiparassitari.

I fertilizzanti chimici aumentano di molto la produttività del campo ma hanno bisogno di molta acqua pulita perché i loro residui inquinano il suolo e le falde acquifere.

Le moderne tecniche agricole hanno portato ad una modificazione del paesaggio rurale che spesso è caratterizzato da specie di vegetali coltivate in ambienti diversi da quelli di origine.

8. Cosa si ottiene dalla pastorizia e dove prevale questa economia?

Dalla pastorizia si ottengono:

- alimenti: carne, latte e derivati

- giaciglio e copertura: pelli

- indumenti: lana

- combustibile: ricavato con gli escrementi degli animali essiccati.

La pastorizia si è sviluppata nelle regioni ai limiti dell’abitabilità, dove il terreno dava solo erba da pascolo, le due zone dove è prevalente sono:

- le steppe dell’Asia, i deserti del Sahara e dell’Arabia e le savane dell’Africa

- le praterie dell’America settentrionale e la pampa dell’estremo sud continente Americano.

9. Nomadismo e la transumanza

I pastori sono nomadi non trasformano il territorio ma lo sfruttano e si spostano continuamente alla ricerca di nuovi pascoli e acqua, però alcune volte il suolo viene sfruttato troppo così si va verso la desertificazione.

I governi oggi cercano di trasformare i nomadi in sedentari convincendo le popolazioni oltre al allevamento a praticare l’agricoltura così il nomadismo si trasforma in transumanza.

I popoli transumanti si differenziano dai popoli nomadi perché vivono una parte dell’anno in insediamenti stabili.

10. Perché il modello di vita pastorale è in antitesi con quello agricolo?

Il modello di vita pastorale è in antitesi con quello agricolo perché:

- la pastorizia:

• richiede enormi spazi liberi

• bisogna continuare a spostarsi alla ricerca di pascoli e luoghi per abbeverarsi

- l’agricoltura

• ruota intorno al campo coltivato

• il campo deve essere recintato

Spesso tra pastori e agricoltori costretti a vivere nello stesso territorio è nato uno stato di conflittualità come per esempio:

- le razzie fatte dai pastori Masai dell’Africa Orientale agli agricoltori Kikuyu

- gli scontri tra i contadini e i pastori avvenuti al tempo della conquista e colonizzazione del Far West nordamericano

- il pastore pensa di avere una cultura maggiore dell’agricoltore o viceversa come nel Sahara i Tuareg pastori nomadi si dedicano esclusivamente all’allevamento dei dromedari mentre gli indigeni africano curano i campi nelle oasi, mentre i kikuyu popolo di agricoltori del Kenia si sentono superiori al popolo dei Samburu dediti alla pastorizia

- In Africa è scoppiato un conflitto tra i pastori Tutsi e gli agricoltori Hutu

11. Quando e perché si raggiungere una perfetta integrazione tra le due attività?

Una perfetta integrazione fra la pastorizia e l’agricoltura si raggiunge quando tra i due modelli di vita si crea un certo equilibrio perché si instaurano rapporti di tipo economico con lo scambio dei prodotti e addirittura gli agricoltori sfruttano i rifiuti organici degli animali per concimare i campi.

La piena integrazione fra pastorizia e allevamento si attua ad esempio:

- in Europa Occidentale dal Medio Evo dove l’agricoltore allevava gli animali per sfruttare la loro energia, ricavare prodotti alimentari e produrre letame, coltiva anche i foraggi

- in Niger i pastori di Bororo, all’inizio della stagione delle piogge abbandonano le rive del fiume per permettere agli agricoltori di seminare i campi, si spostano verso nord, andando da un pozzo all’altro fino a ottobre quando gli agricoltori hanno già raccolto il miglio ritornano sulle rive del fiume a pascolare liberamente concimando così i campi per la futura semina.

12. Le due grandi regione agrarie

L’agricoltura e l’allevamento sono praticati in modo diverso a secondo delle aree climatiche, delle diverse tradizioni storico-culturali, delle differenti strutture socio-economiche con differenze tecnologiche a disposizione degli agricoltori ma possiamo distinguere due grandi regioni agrarie che comprendono continenti e aree climatiche diversi ma sono accomunate dalle stesse forme di agricoltura:

- nella prima regione prevale l’agricoltura di sussistenza:

• cioè almeno i 2/3 del lavoro e del suolo sono finalizzati per l’autoconsumo

• è praticata in quasi tutta l’Africa, in America Centrale, e Meridionale e nell’Asia Meridionale sud orientale

• si usano attrezzi rudimentali, la produttività è bassa a causa della mancanza di macchinari, di energia animale e fertilizzanti

- nella seconda regione c’è un’agricoltura e un allevamento di tipo commerciale:

• sono altamente specializzati, chi vi lavora è un tecnico specializzato capace di azionare complessi macchinari, dotato di uno spiccato senso degli affari e attento alle esigenze del mercato agricolo

• gli spazi agricoli sono caratterizzati dalla coltivazione di un solo cereale su aree molto estese

• l’agricoltura commerciale è praticata : in America Settentrionale, in Europa e in limitate zone degli altri continenti

• l’allevamento commerciale è praticato in America Meridionale, in Australia e in sud Africa

13. Come sono organizzati i villaggi stabili?

Un centro abitato che si trova in una zona prevalentemente agricola si chiama villaggio o paese.

I villaggi:

• sono abitati da poche famiglie

• comportano una organizzazione stabile dello spazio agricolo e interventi collettivi sul territorio come risorse idriche e rete di comunicazione

• hanno la loro forma che rispecchia i caratteri morfologici del terreno e cambia a secondo che si trovano in pianura, sui fianchi di una collina o su un crinale

• si trovano in posizione diversa a secondo delle diverse motivazioni storico economiche dell’uomo ad es. in cima ad un colle per ragioni difensive o in posizione marginale rispetto ai campi per avere più spazio da coltivare e non sempresono vicini a risorse idricheche vengono quindi procurate con pozzi, cisterne o lunghi acquedotti.

14. Come si passò dal villaggio alla città commerciale?

Il passaggio dal villaggio alla città commerciale avvenne perché:

• Nei villaggi dove c’è un’agricoltura di sussistenza, quasi tutta la popolazione si dedica alla produzione agricola e i prodotti si scambiano nel mercato del paese; dove invece la tecnologia lo permette si producono anche delle eccedenze che vengono vendute, scambiate e servono per nutrire commercianti e artigiani che producono altri beni.

• La maggior produzione alimentare porta ad un aumento della popolazione, un aumento del villaggio e la nascita delle città che si differenzia dal villaggio non solo per il numero di abitanti ma per i servizi che offre come punto di incontro , di scambio e di commercio.

• Per poter scambiare le merci nascono le piste carovaniere e contemporaneamente alle estremità degli itinerari o nei punti di scambio si sviluppano delle città non agricole ma commerciali il cui cuore è il mercato.



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